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CANOSA SANNITA. E’ giunto il periodo della potatura per le nostre vigne.

In questi giorni, con alle spalle le cime innevate della Majella e del Gran Sasso e all’orizzonte il Mar Adriatico, i nostri soci approfittano delle splendide giornate di sole per compiere una pratica agronomica molto importante per i nostri vigneti: la POTATURA INVERNALE (o potatura secca).

In questo periodo ormai la vigna è rimasta “nuda” dopo la caduta delle foglie e si può procedere con i tagli cesori in quanto ormai si è raggiunto il massimo accumulo di sostanze nutritive di riserva nelle radici, fusto e tralci.

Le tecniche di potatura variano a seconda della forma d’allevamento e per mantenere la stessa.

La potatura è fondamentale per assicurare l’equilibrio tra attività vegetativa e produttiva della pianta e quindi condiziona il carico di gemme che viene lasciato su essa.

Prima di iniziare la potatura bisogna ricordarsi che la vite fruttifica prevalentemente sui tralci dell’anno, che si sviluppano dalle gemme presenti sul legno dell’anno precedente, a seguire fruttifica sui succhioni e sulle femminelle.

In linea generale, la scelta dei tralci da lasciare deve ricadere su quelli ben lignificati e di medio sviluppo a discapito di quelli esili o eccessivamente sviluppati.

Il carico di gemme lasciato per ciascuna vite condiziona il numero di grappoli ottenibili.

La potatura è una operazione necessaria e fondamentale per ottenere viti equilibrate capaci di garantire resa e qualità ottimali.

Consapevoli di tutto ciò, i nostri soci trascorrono queste assolate giornate tra un taglio, una chiacchiera, un canto, un panino e un buon bicchiere di vino delle annate precedenti, sperando in annate sempre migliori.

Dr. Valerio Colasante
                                                         Gestione qualità

 

CONVEGNO

CANOSA SANNITA. Venerdì 17 febbraio presso la Sala Assembleare della Cantina Sociale Sannitica si è tenuto il convegno organizzato dalla nostra cantina con i seguenti punti all’ordine del giorno:

  1. Prospettive della viticultura abruzzese.
  2. Viticoltura biologica: normative ed opportunità.

Il gruppo di relatori era così costituito: Presidente Dr. Gino Palmerio, Enologo Dr. Filippo Impicciatore, Agronomo Dr. Antonio De Bosis, Agronomo Dr. Giuseppe Zulli, Agronomo Dr. Giovanni D’Aloisio.

Dopo i saluti iniziali, il Presidente Gino Palmerio, ha esposto la situazione odierna della viticoltura abruzzese soffermandosi su dati di import/export, sui punti di forza e di debolezza e le possibili strategie da adottare per una migliore difesa e promozione dei nostri eccellenti prodotti regionali.

Il convegno è continuato con l’intervento dell’Agronomo Dr. Antonio De Bosis illustrando il PAN Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile degli agro farmaci che norma le modalità di difesa delle colture agrarie italiane dal 2014 all’annata agraria 2018/2019, così come previsto dall’art.6 del decreto leg. 14/08/1992 n.150.

Il piano ha delineato il tre volti della futura agricoltura italiana ovvero:

  1. DIFESA INTEGRATA OBBLIGATORIA
  2. DIFESA INTEGRATA VOLONTARIA
  3. DIFESA BIOLOGICA

Il Dr. De Bosis ha poi illustrato i presupposti aziendali necessari per intraprendere la coltivazione biologica come ad esempio la vocazionalità pedo-climatica e la conformazione e organizzazione dell’azienda stessa.Sono seguiti dettagli tecnici riguardanti la gestione biologica del vigneto e fitoiatrica, quest’ultima basata prevalentemente sul monitoraggio dell’andamento climatico, fenologico e fitopatologico, sulla previsione del rischio ed eventuali azioni correttive da intraprendere.

Successivamente ha preso la parola l’Agronomo Dr. Giuseppe Zulli che ha illustrato un quadro generale della viticoltura biologica in termini di numero di aziende, superficie coltivabili nel mondo ed in Italia, del mercato in crescita costante e della maggiore sensibilità e richiesta di vino biologico proveniente dall’estero. Ha poi illustrato la normativa cogente comunitaria presente ovvero i Reg. CE 834/2007 e 889/2008 che tutte le aziende a regime biologico devono rispettare, sotto la supervisione di Enti di Controllo accreditati e riconosciuti dal Ministero. Le successive indicazioni hanno riguardato le indicazioni di carattere burocratico al fine di avviare un’azienda agricola a regime biologico, i tempi da rispettare e le obbligazioni da adempiere.

A questo punto ha preso la parola in nostro Enologo Filippo Impicciatore che ha delineato un quadro commerciale di vendita di vino biologico e le richieste presenti consigliando di incentrare la produzione soprattutto su vini a marchio e non su vino da tavola, abbondantemente prodotto da altre regioni, specialmente del meridione. Ha successivamente consigliato di impiantare vigneti biologici su grandi superfici e soprattutto vicine, al fine di minimizzare le spese in termini di logistica ma anche di omogeneità di prodotto. L’intervento si è concluso suggerendo l’arma vincente da adottare per il biologico ovvero la prevenzione e quindi attrezzatura, operatori idonei e soprattutto tempo e passione da spendere in questo mestiere.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Agronomo Dr. Giovanni D’Aloisio che ha svelato le sue personali motivazioni che lo hanno spinto alla coltivazione del biologico, riassumibili in: rispetto per l’ambiente, per la salute umana e per le prossime generazioni. Ha poi ribadito  il concetto di crescita della richiesta di prodotti genuini e sani e della maggiore attenzione del consumatore nei confronti del cibo. Concludendo, ha svelato i punti cardini della coltivazione biologica incentrati su: prevenzione, tempestività e potatura verde.

Dopo un breve ma interessante dibattito, il convegno si è concluso con i ringraziamenti del Presidente ai relatori e ai numerosi uditori intervenuti.

Dr. Valerio Colasante
                                                         Gestione qualità

 

 

VISITA PASTORALE DELL’ARCIVESCOVO CIPOLLONE

CANOSA SANNITA. Il giorno 08 Febbraio 2017 abbiamo ricevuto la visita dell’Arcivescovo di Lanciano-Ortona Reverendo Emidio Cipollone che si è intrattenuto con i consiglieri, soci e dipendenti della nostra Cantina.

Molti sono stati i temi trattati e gli spunti di riflessione.

L’attenzione è ricaduta specialmente sulla figura della vite e del vino, in particolare con il Presidente Gino Palmerio è stato ricostruito un excursus storico del vino, bevanda conosciuta da seimila anni fa circa quando i Sumeri simboleggiavano con una foglia di vite l’esistenza umana e, sui  bassorilievi assiri con scene di banchetto, dove sono raffigurati schiavi che degustano vino.

Successivamente, dall’Egitto la pratica della vinificazione si diffuse presso gli Ebrei, Arabi e Greci, questi ultimi che dedicarono al vino una divinità: Dioniso, Dio della convivialità.

Il vino ha contribuito alla nascita dell’impero romano: i Romani infatti erano a conoscenza delle sue proprietà battericide e come consuetudine lo portavano nelle loro campagne come bevanda dei legionari.

L’Arcivescovo ha poi sottolineato  che il vino è un elemento molto ricorrente nella simbologia cristiana ed è sempre presente nella celebrazione eucaristica in quanto incarna il sangue di Cristo.

Il primo vignaiolo Noè, come riporta il Vecchio Testamento, pensò di salvare la vite dal diluvio universale riservandole un posto sicuro sulla sua arca e successivamente ripiantandola all’approdo.

Gesù alle nozze di Cana, come racconta il vangelo secondo Giovanni, trasformò l’acqua in vino.

Durante l’Ultima Cena, come riporta il Vangelo secondo Matteo, Gesù prese un calice colmo di vino e disse: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati”.

La visita è proseguita con la benedizione della  Cantina e con un pranzo condiviso con tutti i presenti presso la nostra struttura.

Ringraziamo l’Arcivescovo Cipollone per la visita e tutti i presenti per essere intervenuti.

Dr. Valerio Colasante
                                                         Gestione qualità